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In kayak senza improvvisare. È meglio

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Da ormai un po’ di tempo, forse troppo, non parlavo della mia passione per il kayak da mare e della mia attività di istruttore e guida nell’associazione sportiva WinterKayak.

Oggi mi piace riportare qui un episodio accaduto ieri: una piccola cosa davvero, che però è utile per riflettere sulle potenzialità ed i rischi connessi alla pratica del kayak in mare, qualora la si affronti senza i necessari requisiti tecnici e di sicurezza.

Ecco il racconto.
Non mi entusiasma uscire in kayak con questo tempo grigio. Ma avevo voglia di fare qualche esercizio in acqua e allora sono andato ugualmente. Un’ora e mezza abbondante di appoggi e roll, oltre ad una intensa pagaiata. Al ritorno da Spotorno verso Bergeggi ho deciso di circumnavigare l’isola ed è lì che ho notato un piccolo kayak a pozzetto che era stato tirato sugli scogli da un ragazzino solitario. Mentre mi avvicinavo ho notato la grande difficoltà con la quale stava risalendo sul mezzo. Tra l’altro dopo un bagno fuori programma. Comunque si è imbarcato ed è partito veloce verso il lato sud dell’isola. In quel momento ho notato qualcosa di colorato che galleggiava a una cinquantina di metri dall’isola. Uno smartphone che miracolosamente galleggiava nella sua custodia subacquea rigonfia d’aria. Gli auricolari ancora attaccati e l’applicazione Spotify ancora accesa. Era sicuramente del ragazzino. Allora ho tolto il telefono dall’acqua e ho inseguito il probabile proprietario. Una volta aggirata l’isola verso levante il tipo ha di nuovo cercato di approdare sugli scogli. Scalzo, senza giubbotto di salvataggio, senza gonnellino, senza pompa di sentina, senza paddle-float. Il mare era leggermente mosso, onda sui 50 cm. E infatti mentre cercava di scendere il kayak si è ribaltato e lui è finito in mare. Poi ha cercato di svuotare il pozzetto ma era stremato e non ci riusciva. Mi sono avvicinato per tranquillizzarlo e ho messo in pratica una delle tecniche di salvataggio imparate durante il corso istruttori: la manovra detta a T per svuotare il kayak ed aiutare il pericolante a risalire. Tutto è successo molto pacatamente, naturalmente e senza tensione. Il sorriso più grande il ragazzo me l’ha fatto quando gli ho mostrato il telefonino, e lo capisco pensando ai genitori che molto probabilmente lo stavano aspettando sulla spiaggia. Gli ho consigliato di venire da noi per fare un corso base. Spero che mi abbia ascoltato.

Una riflessione utile per chi comincia ad andare in kayak: frequentate un corso di base sotto la guida di istruttori qualificati, come quelli che organizziamo con WinterKayak asd. E soprattutto evitate assolutamente di cominciare la vostra esperienza in kayak su mezzi chiusi a pozzetto, che presuppongono, al fine della vostra incolumita, la conoscenza di tecniche di conduzione e di auto-salvataggio. Preferite kayak aperti, sit on top, e cominciate con percorsi brevi e a stretto contatto con la costa.

Nulla si improvvisa, men che meno la navigazione in mare.

 

In canoa pagaiando per godersi il mare della Liguria

escursione_notturna_canoaHai pensato alla possibilità di abbinare un’esperienza di lavorazione del vetro artistico ad una giornata di escursioni in canoa in un posto splendido? Pensaci. Dai un’occhiata alla mia associazione sportiva di canoa e kayak. Possiamo organizzare corsi, escursioni e introduzioni tecniche alla pagaiata nelle acque cristalline dell’Area Marina Protetta Isola di Bergeggi, tutti insieme o mentre un componente della famiglia o un amico è impegnato in un corso di vetro artistico…e gli altri… potranno godersi una fantastica esperienza outdoor!